Seduto nell’ombra della mia stanza, circondato da librerie e scaffali, affogato nel caldo della torrida estate cittadina.
Osservo il monitor in cui fluisce il plasma quantico.
Per stare sveglio bevo tè ad alta concentrazione di teina.
Per accelerare il mio metabolismo mangio solo zuccheri e bevo solo acqua distillata.
Per lavarmi uso taniche di acqua.
Il mio bagno è un WC chimico Thetford ultima generazione e per sicurezza distruggo la mia biancheria sporca in un inceneritore portatile.
Sul mio tavolo, alle pareti e per terra…i diagrammi dell’Equazione Vita.
Su tre schermi da 15 pollici la serie complete di un vecchio telefilm viene trasmessa fuori sincrono, con un intervallo di 4,1169 secondi.
E mentre una luce rossa illumina le pareti sono collegato simultaneamente a 2369 blog che parlano di Dio.
Lo aspetto osservando il suo respiro tradotto in onde grafiche.
Vento, maree, il ciclo della vita stessa…il sistema cardiocircolatorio di Dio…
Il suo respiro, le sue pulsazioni, l’energia elettrica dei suoi neuroni…
Osservo tutto sul mio schermo….e Lui a malapena mi nota.
Simile ad un gigantesco titano addormentato troppo sicuro di se…quasi non mi vede mentre io scandaglio i suoi processi mentali.
La pulce che scala il cane su cui vive.
La cellula che prende coscienza del corpo in cui esiste.
L’atomo…che pone domande all’universo di cui fa parte.
“Mi senti?” glielo chiedo in silenzio.
Glielo chiedo con il pensiero, come una delle tante inutili preghiere a cui è abituato.
Niente.
Neppure mi risponde ,a malapena i diagrammi fluttuano mentre provoca un terremoto in Messico.
“MI SENTI?!” chiedo ad alta voce e accendo l’ECO-INDUTTORE.
La luce trema in tutta la città mentre i miei forni a microonde modificati entrano in funzione.
“MI SENTIIII?!” urlo mentre giro la manopola e le lancette dell’amperometro schizzano verso l’alto e la città resta al buio.
Cani e gatti che urlano nella notte , i chirotteri impazziti accecati dalle onde elettriche e un sibilo nel mio stanco cervello.
“Sì. Ti sento.” Risponde lui con la voce che ci si aspetta debba avere Dio.
“Che cosa fai? Che cosa stai facendo?” mi chiede con voce quasi distratta.
“Ti giudico.” Rispondo io mentre accendo gli alimentatori ausiliari e perle di sudore mi ricoprono il volto.
Ride. Non è un vero suono…piuttosto una vibrazione cristallina…
“Perché?” mi chiede incuriosito.
“Per genocidio. Per crimini contro l’umanità e contro la natura. Per milioni di anni di sofferenza. Per l’ignoranza in cui ci hai lasciato, per il finto libero arbitrio che ci hai concesso. Per le ali che ci hai strappato divertendoti come un bambino sadico.””Ti giudico e ti condanno in nome degli esseri che hai creato e condannato al dolore!”“Non è vero”. Replica lui scuotendo un inesistente testa e da qualche parte un vulcano esplode uccidendo migliaia di persone.
“Oh sì…” rido io con le lacrime agli occhi…
“E’ vero maledetto sadico assassino. E’ vero eccome!”“Guarda qui!” gli urlo fissando il suo fluttuare sullo schermo.
“GUARDA PAZZO CRIMINALE!” grido afferrando un giornale.
“GUERRE. CARESTIE. Bambine di 5 anni stuprate e uccise, malattie incurabili e persone colpite da fulmini il giorno del loro compleanno….! Che cosa sono queste figlio di puttana?!”“Che cosa stai dicendo?” mormora lui addolorato.
“Sto dicendo che dopo tutto questo tempo farò quello che avemmo dovuto fare prima….ti uccido in nome della nostra razza….qualsiasi cosa siamo e per qualunque motivo tu ci abbia creati….ti uccido rivendicando il nostro libero arbitrio.”“Non è per questo che vuoi farlo...”“Cosa?!” urlo mentre il sudore mi ricopre. Le turbine vibrano, qualcuno batte e urla alla mia porta blindata mentre tutta l’energia viene deviata sui refrigeratori delle bobine.
“COSA CAZZO DICI?! Vuoi parlare per metafore? Vuoi che porti mio figlio su monte e te lo doni, vuoi che conduca il popolo in salvo oltre il mare? O vuoi semplicemente che alimentiamo i tuoi circuiti mentali con la nostra venerazione?”“Cosa cazzo vuoi maledetta creatura?! Perché non ci lasci semplicemente VIVERE?!”“Signor End! Apra!” grida la polizia alla mia porta.
“Apra Signor End! Non lo faccia!”“E’ per Lei…?” mi chiede Dio fluttuando nel suo plasma quantico.
“E’ perché l’hai persa?”Io lo ignoro, mi spoglio mentre il caldo diventa insopportabile, rivoli di fumo si levano dalle mie librerie, gli oggetti fondono sulle mensole e io cerco di collegare l’ultimo condizionatore che ancora funziona alle batterie.
Fuori vedo torce elettriche e fiaccole mentre la gente urla in strada.
La polizia che batte alla mia porta, le Torri in distanza che si stagliano contro il cielo rosso.
Quelle maledette Torri dove lei viveva...
“Lei se ne doveva comunque andare…” continua lui con la sua voce melliflua…
“Nell’universo…””ZITTOOOOOOO!” urlo io girando la manopola al massimo e …
per la prima volta…
lo sento…
URLARE.
“Che cosa si prova?” gli chiedo mentre i poliziotti cominciano ad usare le lance termiche e i camion dei pompieri cercano inutilmente di disconnettermi dalla rete elettrica.
“Che cosa si prova? CHE COSA SI PROVA? CHE COSA SI PROVA BASTARDO?!” urlo mentre fiammelle cominciano a levarsi intorno a me.
“Che cosa si prova a provare dolore?” gli chiedo mentre guardo il suo occhio sul monitor contorcersi….
“Dolore. Perdita. Sofferenza.” Gli elenco mentre mi riempio di pasticche di Iodio antiradiazione…
“Tu non capisci….” Mormora lui in preda al dolore..
“Ci sono milioni di cose che vi ho permesso di avere…e milioni che non potrete avere MAI…”“Sì, sì….” Annuisco io ridendo.
“Conosco la storia. La so davvero bene, credimi….la conosco…” …“Hai ucciso miliardi di persone. Ne hai ingannate altrettante….”“Signor END Apra! Non lo faccia la preghiamo...” gridano gli sbirri.
“ E mi hai portato via LEI.” Giro la manopola mentre lo sento urlare….
Il suo occhio mi guarda e mentre guardo la tempesta di plasma che ho scatenato vedo milioni, miliardi di vite,civiltà…uomini, donne ed animali, anime che si agitano nel continum della sua coscienza…
Per un istante forse ne capisco la natura e per un istante forse perfino riesco a perdonarlo.
Poi vedo la foto di Lei sul tavolo, in piedi, in mezzo al sole , indossa pantaloni verdi militari, i capelli sono ramati, lo sguardo lontano nel nulla…quando era ancora mia….
La guardo mentre i suoi occhi si perdono lontani e il dolore mi fa impazzire…
Mentre il fuoco divampa e la porta cede, mentre la polizia irrompe e grida e tutto brucia…
Giro la maledetta manopola la massimo e sento Dio che urla…
Lo sento
GRIDARE di dolore così come ha fatto GRIDARE miliardi di persone.
GRIDA come ho gridato io.
Piange come ho pianto IO.
SOFFRE come soffro
IO.
La città piomba nel buio…
Per un lungo istante tutto si ferma e io sono di nuovo con lei.
Le tengo la mano.
La stringo a me un attimo prima che tutto finisca.
Sento il fuoco che mi avvolge , l’aria che brucia …vedo i poliziotti che entrano e che mi sparano…e mentre le pallottole mi raggiungono mi ricordo tutto…
Ricordo Lei.
Ricordo il liquido infiammabile con cui ho riempito la stanza , ricordo i detonatori e l’esplosivo sparsi in tutto l’edificio…
Ricordo il mio odio per quel Dio che me l’ha tolta…e la pazzia che mi ha convinto di poterlo uccidere .
Ricordo come l’ho perduta, ricordo quando lei se ne è andata, ricordo TUTTO …
e mentre ogni cosa brucia ed esplode io mi dirigo verso di Lei…
Verso il mio amore… verso le Torri…per non lasciarla più.