sabato 13 febbraio 2010

14 FEBBRAIO 2010

Aspetto che Lei mi trovi.
Aspetto che qualcosa le dica di venire qua, di cercarmi e di leggermi.

Aspetto nascosto tra le parole, al sicuro… come sotto pesanti e calde coperte…
Aspetto dentro la mia Torre, la mia casa e prigione...

Aspetto in silenzio, consapevole che forse non verrà, aspetto in mezzo a rose secche non mie e a mille altre cose che non mi appartengono.

Socchiudo gli occhi e quasi la vedo…
Il suo musetto furbo e carino…le sopracciglia che ho imparato a mente, gli occhi scuri, a volte un po’ tristi e spesso curiosi.

Sbircio oltre il tempo e la osservo di nuovo… rapita… mentre guarda un film… guardo... catturato a mia volta dalla bambina che non ho conosciuto.


Se mi lascio andare la vedo nel letto… un po’ acciaccata e lamentosa, l'ultima volte che si è ammalata…
Senza sforzo la immagino anche arrabbiata o veramente furiosa con me…

O semplicemente commossa… eccitata o quasi felice…

“Quasi”…

Ma mai del tutto.

Mi rannicchio di nuovo…come faccio ogni volta al mattino, o al pomeriggio, o in qualsiasi altro momento il mio corpo urla che non ne può più di dormire…
Mi rannicchio, mi appallottolo e raggomitolo perché non voglio alzarmi, respirare, muovermi e vivere…

Poi lo faccio… come ogni giorno, come ogni volta, come ogni giro di giostra…

Osservo il volto dell’odiato me stesso…lo guardo…non lo giudico…so che con lui dovrò convivere per sempre, in fondo è lui che mi tiene in vita...
Lui che mi da la forza di esistere.

Evito gli oggetti di lei, li raccolgo, li sposto…a volte li nascondo…
pezzi di anima, di una voce roca e sexy e di mille, infiniti altri pezzettini che non vogliono andarsene…

A volte semplicemente torno a letto… e aspetto.

Aspetto che Lei mi trovi
Aspetto che qualcosa le dica di venire qua, di cercarmi e di leggermi….

Forse è già avvenuto….

Forse mi sta leggendo adesso e mi guarda...

Circondato dai petali delle mia parole... dall'idea e dalla tenue speranza che queste durino un pò di più.... di quelle rose NON mie.

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