Non sono mai riuscito ad avere un certo rapporto con mio Nonno… non sono mai… stato in grado di buttargli le braccia al collo o provare un vero sentimento di affetto.
Non so se questo sia dovuto al suo carattere, al mio o semplicemente alle cose che sono andate in un certo modo…
Se ne è andato qualche anno fa ed io l’ho visto spegnersi velocemente diventando in pochi giorni l’ombra dell’uomo che era.
Non è stato il nonno che avrei voluto, non si è mai interessato più di tanto a quello che facevo e non mi ha dato quel tipo di sostegno che spesso ho visto o sentito raccontare da altri nipoti…
Tuttavia era mio Nonno…
La consapevolezza che qualcosa è andato perduto arriva all’improvviso…
Arriva quando hai le difese abbassate, spesso quando stai facendo altre cose e la tua mente vaga…
O in un giorno piovoso, come oggi, mentre stai lavorando e di colpo ti torna in mente una voce, un ricordo e ti rendi conto che quel tempo e quella persona sono andati.
Non era perfetto… non ci si avvicinava neppure lontanamente alla perfezione, ma mi è tornato in mente quel giorno che mi telefonò per dirmi che si era procurato una batteria che mi serviva per un piccolo televisore portatile…
Io non mi ero più fatto vivo e lui era deluso…
Non andavo quasi mai a trovarli, né lui, né mia Nonna…
Mi pesava perché in qualche modo mi facevano sentire in colpa e avevo sempre un pizzico di rancore o risentimento nei loro confronti per ciò che (secondo me) non mi avevano mai dato.
Il fatto è che eravamo terribilmente diversi e negli ultimi anni questa diversità si accompagnava al tempo che passava e quella sensazione di imminente cambiamento e perdita che anche solo vederli mi faceva sentire.
Se ne stavano andando e nonostante tutto a me non andava di vedere accadere questo.
Non è una giustificazione.
Non è un alibi o un valido motivo per come mi sono comportato… è solo un fatto che riporto qui.
Ricordo le infinite estati trascorse in campagna assieme a loro e quei mesi, quelle vacanze, sono il doloroso sunto di tutta un’infanzia ed un’adolescenza che si fondono in lunghissimi pomeriggi trascorsi correndo, giocando e sognando.
Ero sempre solo, ma mi mancava anche quel certo tipo di affetto familiare che da loro non arrivava.
Non c’era mai un “bravo” o un “sei in gamba”… non arrivava, non veniva detto e per questo io non davo niente in cambio.
Ma l’affetto c’era…
Era a modo loro certo…ma doveva esserci, anche se io spesso non lo sentivo.
Così ricordo mio Nonno che trascorreva i pomeriggi sotto il sole, a fare lavori assurdi per costruire antiestetici pollai o per edificare improbabili costruzioni e marchingegni che poi crollavano o divenivano fatiscenti…
Era confusionario e caotico,ma a suo modo era creativo e “geniale”…
Ammesso che nella mia famiglia vi sia un gene creativo era da lui che partiva o mi piace pensare che così fosse.
Me lo vedo trotterellare in canottiera, perennemente sporco di grasso da motori, terra o simili…
Lo vedo arrivare in cucina, bere qualcosa, lamentarsi e poi ripartire…
Lo vedo tutto in tiro che parte per andare a insegnare musica in qualche sperduto paesino e ovviamente lo vedo arrabbiarsi con i suoi figli o litigare con me o urlare parlando di calcio e di politica…
Non posso dire veramente che mi manchi…sarebbe ipocrita e io non lo sono…
So che mi mancano quei tempi…questo sì…
So che mi mancano quelle estati ed il MOMENTO in se’…
Ma siccome lui, mia nonna e tutti gli altri facevano parte di quel momento… bè… in qualche modo posso anche dire che mi manca.
Non so se ho pianto al suo funerale… ne dubito, ma anche questo non significa che non mi sia dispiaciuto.
I pensieri e le emozioni arrivano quando meno te li aspetti…
Entrano in te e si accampano nella tua testa…
Ho smesso di combatterli tanto tempo fa ed ho imparato a sedermi a tavola con loro…
A bere un caffè assieme e a fare quattro chiacchiere.
Mio Nonno era quel che era, ma per quel che importa vorrei che sapesse che non era tutta colpa sua.
A volte mi arrabbio ripensando a come non si è mai occupato dei suoi figli ed indirettamente anche di me.
A volte mi arrabbio per quell’aiuto economico o anche solo affettivo che non ci ha dato…
Ma spesso mi rendo conto che non era una cattiva persona…tutt’altro.
Se avessimo avuto i mezzi per farlo ci saremmo seduti ed avremmo parlato e mi piace pensare che la morte o il DOPO morte sia un mezzo per farlo…
Non so in cosa credo,ma mi piace pensare che DOPO ci sia veramente un tavolo in cui pensieri ed emozioni la fanno da padrona… un luogo in cui anche io e lui potremmo parlare non più divisi dall’età, dal modo di pensare o da tutto il resto.
Forse lui finalmente mi capirebbe…
Forse lui apprezzerebbe i miei “disegnini” , forse mi chiederebbe scusa…
O forse lo farei io.
In attesa di quel giorno (se mai ci sarà) ho scritto questa pagina…
Un qualcosa che probabilmente solo io e pochi altri leggerò, ma che forse, in qualche modo , arriverà anche a lui…
Solo per dirgli che… va bene così.
Che ho capito e che spero che capisca anche lui.
Come ho detto… non era perfetto…
…ma era pur sempre mio Nonno.
venerdì 7 maggio 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento